
Concerti in Programma
Trio Tiento in “Passaggi di Stile”, Anagni, Casa Barnekow, 10/01/26 ore 18:00

Il Trio Tiento in “Passaggi di Stile”. Dialogo fra musica barocca, cinema e ritmi latino-americani
a Anagni, Casa Barnekow. 10 gennaio 2026, ore 18:00
Il Trio Tiento — formato da Giovanni Monoscalco, Mauro Cipriani e Carlo Lupi — porta in scena un concerto che unisce eleganza barocca, emozioni cinematografiche e ritmi latino-americani.
Lo spirito del trio, ispirato al Tiento rinascimentale, si riflette nella capacità di esplorare timbri, attraversare epoche e raccontare la musica con naturalezza, grazie all’equilibrio tra flauto, chitarra e violoncello.
Il programma spazia dalla raffinata inventiva di Purcell e Geminiani alle Folies d’Espagne di Marin Marais, simbolo del virtuosismo francese, per arrivare alle iconiche melodie di Ennio Morricone (Nuovo Cinema Paradiso, Gabriel’s Oboe). All’indimenticabile Café 1930 di Piazzolla, seguono la gioia brasiliana di Zequinha de Abreu (Tico-Tico) e Celso Machado. Chiude il concerto Night Song di Giovanni Monoscalco, una composizione per trio di flauti, chitarra e violoncello, con la partecipazione dei flautisti Piera Lanciani e Andrea Giannini.
La cornice è Casa Barnekow, gioiello medievale del XIII secolo nel cuore di Anagni, con la sua facciata affrescata dal barone-alchimista svedese Alberto Barnekow: un luogo unico, dove arte, storia e simbologia esoterica si fondono. La dimora, descritta da storici come Gregorovius e Sibilia, conserva affreschi e lapidi che ne fanno una tribuna della scienza alchemica, rendendo l’esperienza musicale ancora più suggestiva.
Concerti Eseguiti

Telemann, un concerto narrante.
Cosa accade quando un disegnatore di cartoon, un flautista e un attore salgono sullo stesso palco? Nasce “Telemann: Un Concerto Narrante”, un progetto innovativo che trasforma le Dodici Fantasie per flauto solo di Georg Philipp Telemann in un viaggio emozionante tra note, parole e immagini. L’idea, nata dalla collaborazione tra Carlo Lupi (flauto solo), Daniele di Lazzaro (voce narrante) e Riccardo Lupi (illustrazioni digitali), ha dato vita a un’esperienza multisensoriale: la musica si intreccia con la narrazione della vita di Telemann, arricchita da illustrazioni in stile Motion Comics proiettate sullo schermo. Il risultato è un racconto visivo e sonoro che rende il compositore tedesco sorprendentemente umano, ironico e appassionato, trasportando il pubblico nella Germania del Settecento.
Il concerto, pensato per coinvolgere grandi e piccoli, ha riscosso un notevole successo, tanto da essere replicato più volte in Italia (Roma) e all’estero (Manila). Un’esperienza che va oltre il concerto tradizionale, unendo musica, teatro e arte in un’unica, indimenticabile narrazione

Il Novecento è stato un laboratorio sonoro, che ha iniziato la rivoluzione del modo di fare musica . Il concerto “Novecento!”, già replicato con successo due volte a Roma, esplora le contraddizioni, le rivoluzioni e le emozioni del XX secolo. Il programma, eseguito dal Sonaria Ensemble (Carlo Lupi al flauto, Stefania Barbone al pianoforte, Giuseppe Campanale al clarinetto), rivela il lato intimo, drammatico e talvolta umoristico di un’epoca di grandi sconvolgimenti sociali, attraverso la musica di quattro protagonisti assoluti: Shostakovich, Rutter, Saint-Saëns e Joplin.
Il programma: quattro voci per un secolo
Scott Joplin: All’inizio del ‘900, il ragtime rivoluziona la musica americana, fondendo tradizioni europee e radici africane. Joplin, pioniere del genere, crea una delle prime forme di espressione afroamericana ad avere un impatto globale, portando in scena la gioia e l’energia di un’epoca in trasformazione.
Camille Saint-Saëns: A cavallo tra Ottocento e Novecento, le sue ultime composizioni rivelano un linguaggio ancorato al passato ma sensibile alle tensioni del presente, carico di inquietudini e presagi che anticipano i cambiamenti del nuovo secolo.
Dmitrij Šostakovič: Nella Russia stalinista, la sua musica diventa un atto di resistenza. Tra censura e conformismo, Šostakovič trova rifugio nella scrittura per il cinema, regalando brani di squisita ironia e profonda umanità, capaci di superare i limiti imposti dal regime.
John Rutter: Verso la fine del secolo, la musica classica si apre alle influenze del jazz. Rutter, con il suo stile personale e luminoso, unisce tradizioni barocche e sonorità moderne, creando composizioni piene di speranza e luce, che chiudono idealmente il percorso.
